Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 14/02/2012 & archiviato in Politica

Genova per noi…

Per un lobbista le modalità di selezione della classe politica e dirigente di un Paese sono un argomento di studio e di approfondimento.

Le primarie svolte dal PD a Genova denotano ancora un certo livello di confusione.

Non per i risultati che non ci permettiamo di giudicare. Lascio ad altri, più competenti di me, la lettura politica del dato.

Ma per il dibattito che ne è seguito.

Ad esempio il Sindaco uscente (sconfitto) si è lamentato perché è stata costretta alle primarie.

In una intervista a Radio 24, oggi ha affermato:

Io sono assolutamente d’accordo con lo strumento delle primarie ma francamente poiché i sindaci stanno per legge al massimo due mandati, o li si costringe a fare azioni di breve periodo, e sarebbe terribile, o gli si dà la possibilità di fare due mandati. Vi sembra corretto che una persona eletta con 220mila voti venga stoppata ora per meno di 11mila voti?» La Vincenzi poi ha fatto un paragone tra se stessa e Obama: «Il presidente degli Stati Uniti dopo 4 anni non fa le primarie. Pensi un po’ se a Obama adesso gli avessero fatto fare le primarie contro la Clinton? Come ne sarebbe uscito? Io ci ho sempre pensato a Obama in questi anni».

Argomenti molto sensati, per carità. Ma in contrasto con quanto  previsto nello Statuto dello stesso PD (art. 18, punto 5)

Nel caso di primarie di partito, qualora il Sindaco, il Presidente di Provincia o di Regione uscenti, al termine del primo mandato, avanzino nuovamente la loro candidatura, possono essere presentate eventuali candidature alternative se ricevono il sostegno del trenta per cento dei componenti della Assemblea del relativo livello territoriale, ovvero di un numero di sottoscrizioni pari almeno al quindici per cento degli iscritti nel relativo ambito territoriale.

Quello che emerge più in generale, leggendo i quotidiani di oggi, è che una parte degli stessi dirigenti del PD sia ancora refrattaria al “metodo” delle primarie.

Meccanismo ancora da affinare e modificare forse.

Ma la cosa peggiore che potrebbe accadere è che di fronte ad un risultato “inatteso” e poco “gradito” si preferisca mettere in discussione lo strumento di selezione (le primarie appunto) rispetto alla riflessione su come migliorare l’offerta politica.

 

 

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