Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 02/12/2013 & archiviato in In evidenza, Politica

Primarie e Vday

Questo week end ho interrotto la “dieta” mediatica a cui mi sottopongo da tempo per guardare alcuni eventi politici trasmessi da Sky.

Venerdì sera ho seguito il dibattito sulle primarie del PD; domenica il discorso di Beppe Grillo a Genova.

Pochi appunti in ordine sparso.

Primarie PD.

Tre contendenti: Renzi, Cuperlo e Civati.

Non ci sono state molte sorprese, nel senso che tutti sono rimasti molto coerenti con la propria campagna elettorale.

Qualche aspetto di radicalità, molte cose “de sinistra” (la patrimoniale un esempio su tutti), l’urgenza del cambiamento sottolineata più volte.

Sul Governo Letta si sono marcate le differenze: Cuperlo ne difende l’operato ma chiede un cambio di passo, Renzi anche, sottolineando la necessità che il PD detti l’agenda del 2014, Civati ritiene  l’esperienza completamente negativa e che debba concludersi nei primi mesi del 2014.

Altro punto importate: i tre candidati, sia pure con sfumature diverse, sostengno una riforma elettorale in senso maggioritario. Chi vince le elezioni deve poter avere i numeri per governare.

Proprio nel momento in cui le manovre “centriste”, dopo la decandenza di Berlusconi, sembrano acquistare un nuovo vigore.

Meglio così. Di tutto abbiamo bisogno tranne di un ritorno al metodo proporzionale vecchia maniera.

Secondo i sondaggi dovrebbe vincere Renzi. Ma un dato è evidente: chiunque sarà il nuovo segretario del PD nulla, in quel partito, sarà più come prima.

Il vero problema sarà quanti cittadini andranno a votare. A Largo del Nazareno l’attenzione è alta.

2 milioni di voti sembrebbe la soglia minima. I recenti sondaggi sottolineano però che l’obiettivo è ancora da raggiungere. Gli ultimi giorni di campagna elettorale saranno concentrati anche sul portare le persone alle urne.

Passiamo a Genova e Beppe Grillo.

Piazza piena nonostante il gelo.

A me il discorso di Grillo è piaciuto nella sostanza.

Certo, toni e alcune affermazioni lasciano perplessi.

Ma la sostanza c’è. Il programma pure. Può non piacere, generare preoccupazione ma continuare a definirlo “qualunquista – populista – senza programma, è un errore politico.

Giusto un esempio: il reddito di cittadinanza. Sono i Grillini ad averlo tematizzato in questa legislatura. Ora lo vogliono anche i tre candidati alla segreteria del PD. Già questo mi sembra un risultato di rilievo.

Grillo dovrà essere sfidato sulla capacità di cambiamento. Su questo Renzi e Civati mi sembrano convenire. Senza cambiamento, alle prossime elezioni europee (ma le politiche non sono ancora escluse) il Movimento 5 Stelle otterrà un buon risultato. Senza se e senza ma.

 

 

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