Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 26/06/2016 & archiviato in In evidenza, Politica

Trasversali e trasgressivi

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E’ la definizione con cui il Prof. Roberto D’Alimonte qualifica il Movimento 5 Stelle, in questo articolo pubblicato oggi su Il Sole 24 Ore.

In cui analizza criticamente tutte le ipotesi di modifica della legge elettorale che stanno circolando dopo la sconfitta del PD alle recenti elezioni comunali.

Da più parti infatti (sinistra, minoranza democratica, centristi, destra) si chiede a gran voce di rimettere mano alla legge.

Ovviamente la confusione regna sovrana: c’è chi chiede il ritorno al proporzionale, chi ad una legge di tipo maggioritario ma basata su collegi molto piccoli, chi vuole eliminare il ballottaggio, chi il premio di maggioranza, chi, al contrario, vuole il premio di maggioranza ma ridotto oppure da destinare a una coalizione e non a una lista.

Insomma un casino.

Ma, come evidenzia il professore, tutta questa discussione è innescata dalla presa d’atto che il Movimento 5 Stelle è fortemente competitivo. Perché, soprattutto al secondo turno, riesce ad intercettare voti di destra e di sinistra.

Cosa che farebbe però con qualsiasi legge elettorale. Non è una novità, come sottolinea D’Alimonte. Perché per sua natura è il Movimento grillino è “trasversale e trasgressivo”

Tra i tanti politici, giornalisti, analisti che propongono la loro modifica non c’è nessuno che sollevi il problema del “costo politico” di tale operazione.

Non a caso, aggiungo io.

Perché finirebbe per pagarlo soprattutto Matteo Renzi.

Modificare la legge elettorale per paura di perdere sarebbe il migliore regalo che l’attuale Premier potrebbe fare al Movimento 5 Stelle.

Finirebbe per indebolirsi ulteriormente.

Ma forse questo è uno dei veri motivi che ispirano i tanti che, in questi giorni, stanno prendendo posizione.

 

 

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