Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 06/12/2016 & archiviato in In evidenza, Politica

Post referendum

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Questa mattina lunga riunione in FB & Associati per discutere più nel dettaglio le conseguenze dei risultati del referendum.

Analisi del voto, conseguenze politiche, opzioni in campo.

Un puzzle variegato, insomma.

1) La legge di stabilità viene chiusa in due giorni al Senato. Senza discussioni e soprattutto senza modifiche rispetto al testo della Camera.  Ironia della sorte il voto referendario ha prodotto come effetto sulla legge più importante dello Stato il superamento del bicameralismo paritario!

2) Le dimissioni di Renzi si “scongelano” dunque domani, con il voto del Senato. Il premier si presenterà così alla direzione del PD non più in carica. Un segnale importante. Domani ne vedremo delle belle. Anche perché si confronteranno maggioranza renziana (con le sue componenti) e minoranza sostenitrice del NO. Visioni opposte e difficilmente conciliabili. Insomma la diretta della Direzione PD è da seguire con i pop corn in mano, come una delle migliori puntate di House of Cards…

3) Quando si vota. 5 Stelle, Lega e Fratelli d’Italia spingono per il voto nei primi mesi dell’anno prossimo. Sulla stessa linea Matteo Renzi e NCD. Ma gli altri centristi, minoranza PD e Forza Italia sembrerebbero favorevoli ad un Governo di scopo con un orizzonte temporale più lungo. Febbraio, Marzo ? Possibili anche se difficili (vedi punto sotto). Aprile? Oppure maggio visto che è già prevista una tornata di Amministrative.

4) Con che legge si voterà. Attualmente abbiamo un sistema ibrido. Alla Camera l’Italicum e al Senato il c.d. “Consultellum” e cioè il vecchio “Porcellum” modificato nel 2014  dalla Corte costituzionale cha ne ha dichiarato l’illegittimità parziale, annullando il premio di maggioranza e introducendo la possibilità di esprimere un voto di preferenza. Sempre la Corte Costituzionale ha fissato per l’udienza del 24 gennaio 2017 la discussione sulle eccezioni di costituzionalità sollevate sull’Italicum. In linea teorica si dovrebbe aspettare la sentenza della Corte e, sulla base dei principi fissati in essa, definire anche la legge per il Senato della Repubblica, rendendo così omogenee le due modalità d’elezione. L’alternativa (andare al voto senza aspettare la decisione della Consulta) rischierebbe di eleggere un Parlamento senza una maggioranza in grado di governare che verrebbe ulteriormente delegittimato in caso in cui la Corte sancisca l’eventuale incostituzionalità dell’Italicum o di alcune delle sue parti.

Stay tuned.

 

 

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