Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 02/02/2017 & archiviato in In evidenza, Lobbying

Lobby vaticana

lussuria   nuovo libro di emiliano fittipaldi

 

Lussuria è il nuovo libro di Emiliano Fittipaldi, uscito a metà gennaio.

Giornalista di punta de l’Espresso, da tempo si occupa del Vaticano e dei sui segreti. Il suo precedente libro, “Avarizia”, è incentrato sul potere economico e finanziario della Chiesa, mentre “Lussuria” si concentra sugli scandali a sfondo sessuale che coinvolgono prelati di ogni ordine e grado.

Il libro inoltre racconta, con dovizia di particolari,  storie inedite di insabbiamenti e di coperture di scandali sessuali messi in atto da parte delle altre gerarchie pontificie per timore di ripercussioni mediatiche: per l’autore esisterebbero dei veri e propri gruppi di potere, uniti da interessi economici ed inclinazioni sessuali, che avrebbero creato un vero e proprio sistema di autoprotezione.

Vabbè ma cosa c’entra con il lobbying?

C’entra.

Perché tra gli alti prelati che hanno fatto carriera nelle gerarchie vaticane, secondo Fittipaldi, c’è anche l’arcivescovo di New York Timothy Dolan, che come capo della Conferenza episcopale statunitense ha approvato la spesa (dal 2007 al 2015)  di 2,1 milioni di dollari a favore di importanti società di lobbying con l’obiettivo – ovviamente non dichiarato – di bloccare, o quanto meno modificare, l’approvazione di una proposta di legge dello Stato che prevede l’abolizione della prescrizione per le vittime della pedofilia.

La notizia non è del tutto nuova, dal momento che, in America, lo scorso anno è stata al centro di un dibattito mediatico anche rilevante.

Dai dati riportati emerge che le società di lobbying che nel corso di quel periodo hanno lavorato per la Conferenza episcopale sono quattro:  Wilson Elser Moskowitz Edelman & Dicker, Patricia Lynch & Associates, Hank Sheinkopf, and Mark Behan Communications.

Tutte società di primaria importanza nel panorama politico ed istituzionale di Albany (la capitale dello Stato di New York).

La difesa della Conferenza episcopale è stata abbastanza deboluccia, ma comunque interessante.

Rifiutandosi di entrare nel dettaglio degli specifici motivi che hanno determinato la scelta di avvalersi di società specializzate nell’attività di relazioni istituzionali, il portavoce della Conferenza episcopale Dennis Poust ha dichiarato:

The Catholic Conference lobbies on many issues, from assisted suicide to farm worker rights to school choice to criminal justice reform.

Che tradotto in termini espliciti:

come rappresentanti della Chiesa Cattolica abbiamo tutto il diritto di condurre attività di lobbying su molte issue.

Questa risposta dovrebbe essere letta dall’Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati, impegnato a redigere la disciplina che regola i gruppi d’interesse.

Che, chissà per quale astruso motivo….esclude dall’obbligo di registrazione, tra gli altri, gli esponenti di confessioni religiose.

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Un commento a Lobby vaticana

Jordanus Brunus Nolanus | #

Che poi, per quanto mi riguarda, hanno davvero tutto il diritto di fare lobbying e farlo anche bene.
Caschi questo benedetto (rectius, benedettissimo) velo di ipocrisia.

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