Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 31/03/2017 & archiviato in In evidenza, Lobbying

Quando un Cardinale si affida al lobbying

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Il cardinale Peter Turkson non è un cardinale qualsiasi.

Stimato da Ratzinger, a tal punto che qualche illustre vaticanista lo aveva indicato come possibile suo successore, è stato scelto dall’attuale Papa per guidare il nuovo Dicastero per il servizio dello sviluppo umano integrale.

Le sue dichiarazioni e parole quindi hanno un peso specifico rilevante all’interno delle gerarchie vaticane.

Anche per questi motivi, nelle ultime ore, il suo pensiero sulle politiche dell’amministrazione Trump è stato subito evidenziato dai media.

Per fortuna anche negli Stati Uniti ci sono voci di dissenso, voci contrarie, in disaccordo esplicito contro le posizioni di Trump: il suo bando contro le immigrazioni è stato bloccato alle Hawaii. E’ un segno che ci può essere un’altra voce e si spera che tramite i mezzi politici mano a mano Trump stesso cominci a ripensare alcune sue decisioni.

Contiamo anche sull’azione di lobby della Chiesa Usa.

Ora quando leggo queste cose, da lobbista, stappo lo champagne…

Perche sdogana il termine lobby inquadrandolo per quello che effettivamente è: un’azione condotta dai gruppi d’interesse per influenzare il processo decisionale.

E lo fa in un campo, quello cattolico, che invece ha sempre (spesso strumentalmente) utilizzato il termine con un’accezione negativa.

Le lobby erano sempre “gli altri”, coloro che si opponevano alle politiche auspicate dalle gerarchie ecclesiastiche o dalle associazioni cattoliche: coloro che erano a favore del controllo delle nascite, gli abortisti, gli omosessuali, ecc. ecc..

Ovviamente non era e non è così.

Quindi bene.

Resta poi da vedere se l’azione di lobby sulle politiche migratorie, auspicata dal cardinale Turkson, verrà realizzata e meno dalla Chiesa americana.

Perché, come fanno notare molti opinionisti, se è vero che sull’immigrazione (e sull’ambiente) l’attuale Presidente ha assunto posizioni contrapposte a quelle della Chiesa cattolica, su altri temi  (uno su tutti l’aborto) le visioni sono assolutamente coincidenti.

A tal punto che la Conferenza episcopale americana ha accolto con soddisfazione la decisione del Presidente di tagliare i finanziamenti alle ong che praticano o informano sull’interruzione di gravidanza all’estero. In perfetta sintonia con i movimenti pro-life.

Ma è proprio questo che un gruppo d’interesse deve fare.

Selezionare i dossier, inquadrarli all’interno del contesto politico istituzionale, classificarli in ordine di priorità strategica, definire una propria posizione e sviluppare la propria azione di persuasione.

Lobbying, appunto.

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