Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 08/09/2017 & archiviato in In evidenza, Lobbying

America & nuvole

Da qualche mese a Washington si affronta la riforma del controllo del traffico aereo.

In realtà se ne parla da anni, ma tutti i precedenti tentativi di riforma sono caduti nel vuoto.

Il punto di partenza è la constatazione che l’attuale sistema, che si basa sulla Federal Aviation Administration, sia ormai inadeguato a gestire una complessità sempre crescente.

Fin qui tutti d’accordo, ovviamente.

Anche perché le statistiche parlano chiaro: ritardi e cancellazioni sono in costante aumento su tutto il territorio nazionale, con pesanti ripercussioni sulla capacità di mobilità degli americani.

Le opzioni per risolvere questa annosa questione sono le più varie e, sostanzialmente, ruotano attorno all’ente a cui deve essere attribuito il controllo e la gestione del traffico.

Chi vuole che rimanga in capo alla FAA, che, in quanto soggetto pubblico, garantirebbe una terzietà assoluta nello svolgere la sua funzione.

A cui dovrebbero essere assegnati maggiori finanziamenti rispetto a quelli precedenti.

Chi invece, come il Presidente della Commissione Trasporti del Congresso Bill Shuster (repubblicano), vuole modificare radicalmente l’assetto attuale prevedendo la creazione di un soggetto terzo, indipendente e autonomo dal punto di vista finanziario, a cui demandare il controllo del traffico aereo.

Lasciando così alla FAA il ruolo solo di regolatore del mercato e non anche di operatore.

Le opposte visioni si stanno confrontando e scontrando.

Gli oppositori della riforma parlano di “privatizzazione” della sicurezza; i sostenitori la vedono come l’unico modo per uscire dal medioevo. Insomma tinte pastellate…

Anche i gruppi d’interesse si muovono attivamente.

Il video all’inizio del post ne è l’esempio.

E’ stato pagato e mandato in onda dal Citizens for on time flights (adoro gli americani per come riescano a trovare dei nomi come questo): un programma di advocacy sostenuto dalla Airlines For America, il gruppo d’interesse che raggruppa le principali compagnie aeree americane.

Perdete qualche minuto per vedere il sito. E’ il perfetto esempio di che cosa significa advocacy.

Il video è particolarmente interessante.

Perché cerca di smontare una delle argomentazioni di coloro che non vogliono la riforma. Che in sostanze è questa:  se è presentata dai repubblicani, sostenuta dall’Amministrazione Trump, appoggiata dall’Industria….. sarà a tutto vantaggio delle aziende e della “casta” (ovviamente semplifico e traduco in italopolitichese).

Sono proprio i proprietari dei jet (singoli privati e/o aziende)  che cercano di bloccare la riforma.

A loro (l’1% del totale dei viaggiatori) non importa nulla se il volo di linea accumula ritardo. Perché loro hanno possibilità che sono precluse all’altro 99%.

Anche in questo caso “noi” e “loro”.

 

 

 

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