Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 11/09/2017 & archiviato in In evidenza, Politica

Le ambizioni di Michel Barnier sui negoziati Brexit

barnier

Politico è, in America, uno dei più importanti organi (sito e rivista) di informazione politica.

Punto di riferimento di quella variegata comunità che vive e lavora a Washington: dai membri del congresso ai lobbisti, dagli uffici di staff ai rappresentanti dei gruppi d’interesse.

Tutti lo leggono e, più o meno tutti, vogliono intrattenere relazioni con i suoi giornalisti.

Da qualche anno, con l’acquisto di European Voice, si è ritagliato uno notevole spazio nella lettura, commento e analisi di ciò che accade a Bruxelles e nelle Istituzioni dell’Unione.

Qui proponiamo un ritratto di Michel Barnier, il politico francese che ha ricoperto moltissimi incarichi in patria e a Bruxelles e che, di recente, è stato nominato capo dei negoziatori europei per definire con la Gran Bretagna tempi e modi per la sua uscita dall’Unione.

L’articolo è molto interessante, perché offre una chiave interpretativa diversa dal mainstream mediatico.

Che descrive Barnier come un duro e inflessibile negoziatore, deciso ad “educare” gli inglesi sull’alto prezzo che dovranno pagare per la loro scelta.

Secondo l’opinione di molti, inoltre, le modalità con cui la Commissione Europea riuscirà a gestire l’intero processo e i risultati dell’accordo finale potranno essere utilizzati come “esempio” per tutti quelli che pensano che uscire dal’Unione sia una cosa semplice e poco costosa.

Il ruolo e la funzione di Barnier e del suo staff non sarebbero dunque circoscritti solo ai negoziati con Londra ma assumerebbero una funzione “pedagogica” con un orizzonte molto più ampio.

Fin qui tutto chiaro, dunque.

Ma Politico, come detto prima, prova ad analizzare l’intera vicenda con un’angolatura diversa.

Che parte dalle (presunte) ambizioni personali di Barnier, che si sostanzierebbero nella successione a Juncker come Presidente della Commissione Europea.

A questa carica Barnier si era già candidato nel 2014. Ma la sua aspirazione si era dovuta scontrare proprio con la candidatura fortissima del suo amico / rivale Jean Claude Juncker.

Che, nel suo curriculum, poteva vantare anche quello di essere stato per ben diciannove anni Primo Ministro del Lussemburgo. Mentre Barnier, pur essendosatto più volte Ministro, non ha mai guidato il Governo del proprio Paese.

Ora, secondo le voci ben informate raccolte da Politico, questa lacuna potrebbe essere colmata nel caso in cui le negoziazioni con la Gran Bretagna si concludessero con un accordo politico soddisfacente per entrambe le parti.

La tempistica sarebbe perfetta: il 2019 è l’anno in cui i negoziati con Londra devono concludersi e, sempre lo stesso anno, si svolgeranno le elezioni europee per il rinnovo del Parlamento. Una volta formati i gruppi e capite le proporzioni delle forze in campo si passerà alla nomina del presidente della Commissione.

Se a quella data Barnier si presenterà con un successo al tavolo negoziale (e quindi con un accordo con Londra) allora la sua candidatura alla presidenza potrebbe essere considerata migliore rispetto alle altre che, nel frattempo, si saranno palesate.

Insomma Barnier,sostiene Politico, definito dalla stampa inglese come uno sciocco inflessibile e arrogante, potrebbe alla fine risultare come il miglior alleato possibile della Gran Bretagna!

 

 

 

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