Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 30/10/2017 & archiviato in In evidenza, Politica

Rosatellum

elezioni-voto

La scorsa settimana il Parlamento ha approvato la nuova legge elettorale.

Qualche  informazione e poi i commenti.

Negli ultimi 24 anni è la quarta legge elettorale:

1993: legge Mattarella;

2005: legge Calderoli;

2015: Italicum;

2017: Rosato.

Già questo è un indicatore di instabilità e schizofrenia.

Ma cosa prevede, in sostanza, la nuova legge?

Un sistema elettorale misto in cui il 36% dei seggi (232 deputati e 116 senatori) è eletto in collegi uninominale con formula maggioritaria, mente l’assegnazione dei restanti seggi avviene con metodo proporzionale.

I partiti possono presentarsi da soli o in coalizione.

Sulla parte proporzionale sono previste le soglie di sbarramento su base nazionale:

10% per le coalizioni;

3% per le singole liste.

Questo in estrema sintesi.

Cominciamo con i commenti.

 

1) A me piace poco. Ma la nuova legge se non altro introduce di nuovo i collegi uninominali. Ancora molto pochi ma, in queste condizioni politiche, non era proprio possibile ottenere di più. E’ comunque un passo avanti rispetto al “Consultellum” e cioè all’attuale legge elettorale frutto delle decisioni della Corte Costituzionale in materia.

2) Si riparla di coalizioni. E qui cominciano i miei tremori. Perché spinge i singoli partiti ad allearsi per vincere insieme. Peccato però che questo genere di alleanze è solo di tipo elettorale. Non vi è nessuna norma che possa costringere i partiti, una volta in Parlamento, a rompere le alleanze elettorali  e a stringerne delle nuove. Magari per formare un nuovo Governo.

3) Per come è strutturata e, sulla base dell’attuale offerta politica, sarà molto difficile che si possa avere una maggioranza omogenea che garantisca la governabilità.

Secondo infatti le simulazioni effettuate, per ottenere una maggioranza (ancora risicata) un partito (o coalizione) dovrebbe ottenere:

– alla Camera dei Deputati: 60% dei collegi uninominali e 45% dei seggi proporzionali

– al Senato: 50% in entrambe le categorie.

Numeri molto alti per un sistema elettorale sostanzialmente diviso in tre blocchi (centro destra, PD, Movimento 5 Stelle).

Con la frammentazione elettorale che abbiamo ottenere una maggioranza in grado di esprimere un governo forte ed autorevole appare molto molto difficile.

Comunque nelle prossime settimane assisteremo al tentativo di creare delle coalizioni in grado di competere per la vittoria.

Da questo punto di vista il centro destra (Forza Italia, Lega e Fratelli d’Italia) appare in vantaggio.

I 5 Stelle hanno già dichiarato che si presenteranno da soli.

Resta l’incognita PD. Che deve per forza trovare degli alleati con cui presentarsi alle prossime elezioni, se vuole essere ancora una forza in grado di competere per il governo del Paese.

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