Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 30/07/2015 & archiviato in In evidenza, Lobbying

Lobbying dei cittadini e lobbying delle imprese: uno studio europeo molto interessante

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EUROPP (European Politics and Policy) è un blog gestito dalla  London School of Economics con l’obiettivo di incrementare la comprensione delle politiche dell’Unione Europea attraverso la pubblicazione di contributi accademici e di ricerche.

In questo blog ho trovato un interessante studio di tre professori universitari che hanno analizzato l’efficacia dell’attività dei gruppi d’interesse su un campione di 70 proposte legislative, introdotte dalla Commissione Europea tra il 2008 e il 2010.

Su queste proposte hanno intervistato i funzionari della Commissione raccogliendo i singoli aspetti problematici e conflittuali (112)  e le posizioni dei gruppi d’interesse attivi (1.043) su di esse.

Successivamente hanno verificato l’outcome legislativo rispetto allo status quo.

Quindi la parte più interessante: quella di calcolare il successo dell’azione di lobbying partendo dall’assunto che i gruppi d’interesse hanno successo quando riescono a spostare la produzione normativa verso i propri “desiderata”.

I risultati contraddicono la vulgata secondo cui le arene di policies a Bruxelles siano dominate dai gruppi di interesse economici (singole aziende o associazioni imprenditoriali). Anzi i gruppi di interesse sociale (ambientalisti, consumatori, cittadini, ecc. ecc,) sarebbero molto più efficaci.

Ovviamente gli autori dello studio propongono anche una spiegazione.

A mio avviso convincente.

Il Mercato Unico Europeo è ormai quasi del tutto completato.

L’agenda legislativa è ormai incentrata sulla sua regolamentazione con misure e proposte che mirano a proteggere i consumatori e l’ambiente.

Quindi, nella maggior parte dei dossier legislativi, assistiamo al passaggio da uno status quo a bassa regolamentazione (tendenzialmente vicino agi interessi imprenditoriali)  verso uno stato ad alta regolazione (più vicino ai gruppi d’interesse sociale).

Aggiungo soltanto alcune considerazioni:

1) lo studio, per quanto ampio e accurato, si riferisce a proposte legislative relative ad uno specifico periodo temporale (dal 2008 al 2010). Gli assetti politico istituzionali sono nel frattempo cambiati;

2) riesce a sfatare l’idea che il lobbying più forte e strutturato sia monopolio dei gruppi d’interesse economici.

Insomma da leggere assolutamente.

 

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