Sporco Lobbista – Il blog di Fabio Bistoncini

Pubblicato da Fabio Bistoncini il 07/03/2016 & archiviato in In evidenza, Personale

E allora corri

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Ieri, giornata climaticamente molto variabile.

Guardo fuori in terrazzo.

Magari più tardi vado a correre.

Voce dubbiosa.

La controparte gioca con le bimbe.

Se te la senti…

Più tardi usciamo. C’è un bel sole.

Allora mentre tu dai da mangiare alle bambine io andrei a correre…

Fascia cardio, maglietta, pantaloni, cuffie per la musica, orologio con gps e, finalmente le scarpe.

Che per chi corre sono la cosa più importante. Quasi una coperta di Linus.

Allora vado..

Va bene. Non esagerare come il tuo solito. E poi ti sei coperto troppo.

Esco di casa.

Camminando verso villa Borghese ripenso che l’ultima volta è stato prima della nascita delle bambine. Quindi almeno 14 mesi.

Arrivo, stretching per qualche minuto, tasto play  sulla musica (coattissima) e sul gps e parto.

Inizia piano, mi dico.

3 minuti di corsa e uno di recupero. Segui questo schema. Mi ripeto.

La musica rimbomba nelle mie orecchie mentre corro.

L’itinerario è il solito, quindi lo conosco a memoria.

Villa Borghese è strapiena di persone.

In genere ho sempre corso all’alba, con la città ancora mezza addormentata. Le uniche persone che sfioravo erano altri pazzi come me. Con alcuni poi ci si scambiava un mezzo cenno di saluto dopo essersi incontrati per settimane di seguito.

Dovrei fermarmi, secondo il programma che mi ero fatto.

Ed invece continuo.

Il battito sale, sono fuori allenamento, comincio ad avere il fiatone, ma insisto.

Il primo km è andato. Ne mancano quattro.

E allora corri, mi dico. Corri senza pensare. Non pensare al tempo (scadente), non guardare l’orologio.

Rallenta quando incontri le salite, che già conosci. Ma non ti fermare.

Quando ero allenato riuscivo a fare anche 15/18 km senza problemi.

Ora 5 km diventano una sfida.

Gli ultimi 400 metri sono tutti in salita. Vicino al vecchio giardino zoologico che oggi si chiama Bioparco.

Arranco, i polmoni bruciano, le gambe si induriscono.

5 km. Il mio obiettivo odierno.

Tasto stop sul gps e sulla musica.

Cammino tornando verso casa. Il respiro affannoso comincia  tornare normale, così come il battito del cuore,

Rido e sono felice.

A volte ci vuole poco.

Sempre detto che sono un ragazzo semplice.

 

 

 

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